Il tampone di fine corsa è un pezzo piccolo a cui si pensa per ultimo. È un respingente di compressione: un cilindro elastico di poliuretano o schiuma microcellulare infilato sullo stelo dell’ammortizzatore. Quando in una buca profonda o sotto carico la sospensione esaurisce l’escursione, è il tampone a fermare dolcemente la compressione e a impedire che il metallo colpisca il metallo. Col tempo si sbriciola, si lacera o semplicemente sparisce, e la sospensione comincia ad andare a pacco di brutto. Ecco i segnali di usura, come controllare e cosa decide la riparazione.

Come si manifesta l’usura

  • Tonfi sordi e duri nelle buche. È il sintomo principale: su un’asperità profonda la sospensione va a pacco con un colpo che si sente nella scocca e nel volante. Sulle piccole irregolarità l’auto viaggia normalmente.
  • Un tonfo a pieno carico. Con passeggeri e bagagli il pacco arriva anche su difetti moderati: la sospensione, già compressa dal peso, raggiunge prima il fine corsa.
  • Briciole nel duomo. Sotto il cofano, intorno al supporto superiore, compaiono briciole giallo-grigie di schiuma: sono i resti di un tampone disintegrato.
  • Il colpo è diventato più secco. Senza respingente, l’estremità della spira o lo stelo toccano duro contro il supporto, e le asperità prendono un timbro metallico. La panoramica di questi suoni è in colpi sulle asperità.

È importante capire che i tamponi non si consumano quasi mai da soli. Muoiono o per età, perché il materiale si degrada e si sbriciola, oppure perché la sospensione va a pacco troppo spesso, per colpa di molle stanche o ammortizzatori morti.

Qui l’età conta quanto il chilometraggio. La schiuma perde elasticità per sbalzi termici, olio e prodotti chimici stradali: su un’auto di più di dieci anni i tamponi spesso si riducono in polvere al primo tocco anche con pochi chilometri e strade lisce. Perciò su un’usata di quell’età conviene controllarne le condizioni per principio.

Tamponi o qualcos’altro

SintomoTamponiGuasto simile
Colpo duro solo nelle buche profondeSì, tipicoMolle cedute, ma con altezza da terra persa
Colpi costanti sulle piccole asperitàNon tipicoBiellette della barra, silent block dei bracci
Carrozzeria che galleggia dopo un dossoNoAmmortizzatori
Colpo sterzando da fermoNoCuscinetto del duomo, giunto sferico
Briciole nel duomoSegnale decisivo

Merita una menzione a parte il giunto sferico, lo snodo che collega il braccio al mozzo: anche il suo colpo si sente sulle asperità, ma vi si aggiungono gioco e click in curva, come descritto in come verificare da soli un giunto sferico.

Come controllare da soli

Il tampone si vede per intero solo con il montante smontato, ma una verifica indiretta è alla portata di tutti. Guardi dentro i duomi sotto il cofano: briciole e polvere di schiuma sono già un verdetto. Poi affondi con decisione ogni angolo dell’auto: una resistenza elastica con arresto morbido è normale; uno strappo duro a fine corsa indica probabile contatto metallo su metallo.

Vale anche la pena ascoltare l’auto su una strada che conosce bene. Se i colpi duri arrivano solo sui difetti profondi mentre le piccole asperità restano silenziose, il quadro corrisponde ai tamponi. Se invece lo sferragliare arriva su qualsiasi fondo ondulato, la fonte è più probabilmente la barra stabilizzatrice o la bulloneria, caso trattato in sferragliare sotto l’auto sulle asperità.

Sul ponte il quadro è più completo: con la sospensione a penzoloni si vede il soffietto, la protezione a soffietto sullo stelo dell’ammortizzatore dentro cui vive il tampone. Un soffietto lacerato o scivolato significa quasi sempre che anche il respingente sotto è messo male.

A cosa porta guidare con i tamponi rotti

Ogni pacco senza respingente è un carico d’urto lungo tutto il percorso dalla ruota alla scocca. Il primo a soffrire è l’ammortizzatore: valvole e stelo non erano progettati per un arresto duro, e compaiono trasudi d’olio. Poi tocca al cuscinetto del duomo e al supporto superiore, e infine cominciano ad affaticarsi i punti di attacco sulla scocca. Un soffietto lacerato, spesso parte dello stesso kit del tampone, espone lo stelo dell’ammortizzatore a sabbia e acqua: la superficie a specchio si punteggia e il paraolio smette di trattenere l’olio. Dove porta tutto questo è descritto in guidare con gli ammortizzatori morti.

Il risultato è prevedibile: risparmiare su un pezzo che costa pochissimo si trasforma nella sostituzione degli ammortizzatori.

Come si decide la riparazione

Tamponi e soffietti sono fra i ricambi più economici delle sospensioni; si comprano di solito come kit di protezione per asse. Il costo principale è la manodopera, perché il montante va smontato e scomposto con i compressori per molle. Da qui la regola pratica: si montano praticamente a costo zero quando comunque si stanno sostituendo gli ammortizzatori, e costano uno smontaggio completo del montante quando non è così.

La stessa visita è il momento di decidere sul cuscinetto del duomo: se ha superato i 100.000 km, farlo adesso costa solo il prezzo del pezzo.

Sulla scelta dei ricambi la regola è semplice: compri un tampone progettato per il suo modello specifico, non uno universale «più o meno giusto». La lunghezza del respingente è un valore calcolato: troppo corto e la sospensione va a pacco sul metallo, troppo lungo e l’assetto diventa duro e il respingente lavora sempre in compressione, distruggendosi in una stagione. I kit dei grandi produttori di ammortizzatori includono tampone e soffietto con la geometria corretta.

Non è sicuro che i tonfi sordi nelle buche siano davvero i tamponi? Registri il suono con l’app Pro-Stuk: confronta la registrazione con le sue risposte sul comportamento dell’auto e mostra le cause probabili in percentuale con un livello di urgenza, così arriva in officina con un’ipotesi di lavoro.