Le pastiglie freno sono un materiale di consumo che si assottiglia in modo invisibile: frazioni di millimetro nell’arco di migliaia di chilometri. Ma raccontano il proprio stato attraverso il suono più onestamente di quasi qualsiasi altro pezzo: quasi tutte le auto hanno un indicatore che cinguetta incorporato nella pastiglia stessa. Qui sotto: quali suoni corrispondono a quale stadio di usura, come non confondere le pastiglie con un cuscinetto o con un sassolino dietro il paraspruzzi, e cosa comporta la sostituzione.

Come una pastiglia annuncia la propria usura

Una pastiglia è fatta da un supporto metallico e dal materiale d’attrito, uno strato di mescola speciale spesso 8–12 mm da nuovo. È il materiale d’attrito a frenare, e mentre si consuma entra in gioco l’indicatore di usura. Ce ne sono di due tipi:

  • Meccanico (la linguetta): una lamella d’acciaio elastica sul supporto. Quando il materiale è consumato fino a circa 2–3 mm la linguetta comincia a toccare il disco e produce un cinguettio metallico sottile. Economico, affidabile e montato sulla maggior parte delle auto di larga diffusione.
  • Elettronico: un sensore a contatto dentro il materiale, tipico dei marchi tedeschi. Al limite di usura il contatto si chiude sul disco e si accende una spia. Un sensore così non emette alcun suono: su quelle auto si ascoltano gli altri segni e ci si fida del cruscotto.

Una caratteristica importante dell’indicatore meccanico: il cinguettio si sente in marcia senza frenare o con una pressione leggera, e si spegne in frenata decisa, perché la pastiglia viene spinta a fondo e la linguetta smette di vibrare. È il tratto principale che separa l’indicatore dagli altri cigolii dei freni.

I suoni per stadio di usura

SuonoCosa sta succedendoUrgenza
Fischio leggero saltuario in frenata dolceIl materiale è sottile ma c’è margineProgrammare un controllo
Cinguettio metallico costante in marcia, che si spegne frenandoÈ intervenuto l’indicatore meccanico, restano 2–3 mmSostituire entro giorni
Fischio a ogni fermata con qualsiasi tempoMateriale consumato o vetrificato, disco forse rigatoControllo e con ogni probabilità sostituzione
Raschiamento grezzo metallo su metalloLo strato d’attrito è finito, il supporto sta incidendo il discoOfficina subito

Il raschiamento è lo stadio più caro: nel giro di pochi viaggi il supporto metallico scava solchi nel disco, e alla lista si aggiungono rettifica o dischi nuovi. Su quel suono c’è la pagina sintomo raschiamento in frenata.

Come ascoltare bene

I rumori dei freni si sentono meglio a bassa velocità con i finestrini aperti, per esempio passando piano lungo un muro, che riflette il suono e aiuta a collocarlo. Faccia qualche frenata leggera e annoti tre cose: se il rumore è costante o solo sotto pressione, se cambia con la forza sul pedale, e da quale lato arriva. Quelle tre risposte sono metà della diagnosi, e sono le prime cose che le chiederà il meccanico.

Cos’altro cigola oltre alle pastiglie consumate

Non ogni rumore dei freni significa usura:

  • Umidità e ruggine. Dopo pioggia, lavaggio o una notte all’aperto i dischi si velano e le prime 5–10 frenate fischiano. È normale.
  • Rodaggio di pastiglie nuove. Per i primi due o trecento chilometri dopo un cambio un cigolio leggero è accettabile.
  • Un sassolino dietro il paraspruzzi. Un sasso incastrato tra disco e lamierino dà un raschiamento ritmico che segue la velocità e non il pedale. Compare spesso dopo un tratto di ghiaia, a volte dopo un intervento sulle ruote.
  • Pastiglie economiche dure. Certe mescole cigolano per tutta la loro vita anche a spessore normale: sgradevole, ma non pericoloso.

La panoramica generale dei freni che fischiano, con tutti i rami delle cause, è nella pagina sintomo freni che fischiano.

I rumori dei freni vanno separati anche dal ronzio del cuscinetto ruota: un cuscinetto ronza in modo uniforme e basso, il suono cresce con la velocità e non è per niente legato al pedale del freno. La regola semplice: un suono che compare o cambia in frenata sono i freni; un suono costante con la velocità che ignora il pedale sono il cuscinetto e le gomme.

Controllare le pastiglie senza smontare la ruota

  1. Guardi attraverso i raggi del cerchio. Su quasi tutte le auto la pastiglia anteriore esterna si vede da fuori. Valuti lo spessore del materiale d’attrito, non del supporto metallico: meno di 3 mm significa sostituzione.
  2. Non dimentichi la pastiglia interna. Su molte pinze si consuma più in fretta di quella esterna, quindi la vista da fuori può essere più ottimista della realtà. Il verdetto definitivo richiede di smontare la ruota.
  3. Livello del liquido freni. Man mano che le pastiglie si consumano i pistoncini escono e il livello nella vaschetta scende lentamente. Un livello nettamente più basso senza segni di perdita è un indizio indiretto di pastiglie consumate.
  4. I freni a tamburo posteriori non si vedono affatto da fuori: il loro stato si controlla smontando il tamburo, di solito al cambio gomme stagionale o a un tagliando.

Durata e come si decide il lavoro

Le pastiglie anteriori in città durano all’incirca 30.000–50.000 km, quelle posteriori a disco una volta e mezza o due di più, i tamburi ancora di più. È solo un riferimento: guida aggressiva, carichi sempre al massimo e traino tagliano quei numeri di parecchie volte. Le discese lunghe sono particolarmente dure per le pastiglie, e in discesa è meglio frenare con il motore in marcia bassa che tenere il pedale, perché le pastiglie surriscaldate non solo si consumano ma perdono temporaneamente mordente.

Quando le sostituisce, chieda all’officina di pulire e ingrassare i perni di scorrimento delle pinze e di valutare i dischi. Aggiunge poco al lavoro, ma la salva da cigolii e usura irregolare sulle pastiglie nuove. Ogni disco ha uno spessore minimo stampigliato, e un’officina che lo misura invece di guardarlo a occhio sta rispondendo alla domanda vera: se i dischi possono restare o vanno sostituiti insieme alle pastiglie.

Se un rumore dei freni è difficile da classificare a orecchio, lo registri con l’app Pro-Stuk mentre procede piano con un paio di frenate leggere. L’app confronta la registrazione con le sue risposte e mostra le cause probabili in percentuale, con un livello di urgenza.