Un ronzio uniforme che cresce con la velocità è uno dei motivi più comuni per prenotare una diagnosi, e anche uno dei più discussi. Un cuscinetto ruota, un cuscinetto d’albero del cambio e perfino delle gomme consumate possono suonare identici. Il costo di un errore è rilevante, dal modesto lavoro su un cuscinetto a un intervento serio sul cambio. La buona notizia è che queste ipotesi si separano in un solo giro di prova, senza ponte e senza strumenti: un mozzo e un cambio reagiscono in modo diverso a carico, marcia e manovra.
Tre prove in un solo giro
- Marcia per inerzia in folle. Si accelera fino alla velocità a cui il ronzio si sente chiaramente e si mette in folle senza toccare i pedali. Le ruote continuano a girare mentre gli alberi del cambio si scaricano. Se il ronzio resta invariato, regge l’ipotesi del cuscinetto. Se si affievolisce o cambia tonalità, regge quella del cambio.
- Marce diverse alla stessa velocità. Si percorre lo stesso tratto in marce diverse. Il ronzio del cuscinetto ruota dipende solo dalla velocità; quello della trasmissione è legato a una coppia di ingranaggi precisa e suona diverso in ogni marcia.
- Cambi di corsia dolci. Su un rettilineo libero a 60–80 km/h ci si sposta a sinistra, poi a destra. Nella manovra il peso passa sulle ruote esterne e un cuscinetto ruota caricato ronza più forte. Il cambio ai cambi di corsia non reagisce affatto.
Se le tre prove concordano, la diagnosi è praticamente costruita. L’intera gamma di sfumature di questo suono è nella pagina sintomo ronzio durante la marcia.
A confronto
| Segno | Cuscinetto ruota | Cambio |
|---|---|---|
| Legame con la velocità | Diretto e lineare | Presente, ma attraverso la marcia |
| Reazione alla folle | Nessuna | Di solito c’è |
| Reazione ai cambi di corsia | Più forte da un lato | Nessuna |
| Legame con la marcia | Nessuno | Sì |
| Che cosa lo accompagna | Gioco alla ruota, mozzo caldo | Grattate all’innesto, perdite d’olio, vibrazione alla leva |
| Da dove arriva | Chiaramente da una ruota | Dal centro, attorno ai piedi |
Le gomme vanno tenute presenti a parte: un battistrada consumato con impronta irregolare ronza in modo molto simile, ma cambia volume con il fondo stradale e resta uguale nei due sensi di curva. Se il dubbio resta, si confronta il ronzio su asfalto liscio e su superficie ruvida.
Che cosa guarda l’officina
Il mozzo si controlla con la ruota sollevata: la si dondola sul piano verticale per cercare gioco e la si fa girare a mano mentre il meccanico ascolta fruscii e scricchiolii. Il cambio si valuta dal livello e dallo stato dell’olio, dalle particelle metalliche sul magnete del tappo di scarico e dal suono nelle varie marce con le ruote motrici sollevate. Un ronzio legato a una velocità precisa ha una sua analisi in ronzio del cambio a una velocità precisa.
Come si decide la riparazione
Due cose modellano la risposta. Sul fronte mozzo, è se la vettura usa un cuscinetto separato che si può piantare nel mozzo esistente oppure un mozzo completo che si sostituisce come gruppo. Questo singolo dato decide sia il costo sia la durata del lavoro, ed è una domanda legittima da fare prima di accettare.
Sul fronte cambio non esiste una cifra unica per la riparazione: si quantifica sempre dopo l’apertura, ed è esattamente per questo che ha senso escludere prima il mozzo con sicurezza, perché costa meno ed è più spesso il colpevole. Se l’ipotesi cambio sopravvive, si parte dal passo più semplice: cambio dell’olio e ispezione del tappo di scarico. Olio fresco della specifica corretta a volte riduce in modo sensibile un ronzio allo stadio iniziale, e la limatura sul magnete sposta il discorso direttamente sull’apertura del gruppo. Quel passo costa poco e produce informazioni utili in ogni caso; quanto si può tirare avanti nel frattempo è in si può guidare con il cambio che ronza.
Un’altra cosa utile da sapere: dopo la sostituzione di un cuscinetto ruota la coppia di serraggio del dado mozzo conta più che nella maggior parte dei lavori, perché un dado serrato troppo o troppo poco uccide un cuscinetto nuovo in qualche migliaio di chilometri. Un’officina che lì usa una chiave dinamometrica e non un’avvitatrice a impulsi sta lavorando bene.
Se il ronzio è sommesso e in officina «non lo sentono», lo si registra nell’app Pro-Stuk durante tutte e tre le prove, una dopo l’altra: in folle, nelle varie marce e nei cambi di corsia. L’app confronta le registrazioni con le risposte date e mostra le cause probabili in percentuale, così la conversazione non parte da un’ipotesi a caso.