Il colpo al rilascio del gas — un tonfo breve e isolato nell’istante in cui il piede lascia l’acceleratore — è una categoria a sé. Non ha niente a che fare con buche o strade rotte, si ripete in modo costante e in accelerazione spesso non si sente. La fisica è quasi sempre la stessa: quando la trazione diventa freno motore, il carico nella catena cinematica si inverte e ogni gioco — dai supporti motore ai profili scanalati dei semiassi — si richiude con un urto. La domanda è quale gioco, e la forchetta va da un economico gommino dello scarico alla catena di distribuzione.

Il momento dell’inversione

Finché il pedale è premuto, il motore tira l’auto: il gruppo motopropulsore è schiacciato contro i supporti da una parte, e ingranaggi e scanalati sono caricati su un solo fianco dei denti. Al rilascio il quadro si ribalta all’istante: ora sono le ruote a trascinare il motore. Il gruppo oscilla dall’altra parte e i giochi si richiudono sulle facce opposte. Su un’auto nuova quei giochi sono minimi e l’inversione è silenziosa; ogni componente consumato aggiunge a quel momento il proprio schiocco o tonfo.

Da qui la conclusione pratica: un colpo al rilascio del gas è quasi sempre gioco, e la ricerca si riduce al «dove». Ecco le sorgenti in ordine di frequenza.

Supporti motore: sospetto numero uno

I supporti sono blocchi gomma-metallo a cui è appeso il gruppo motopropulsore; quasi tutte le auto ne hanno tre o quattro. Una gomma strappata o un riempimento idraulico collassato lasciano oscillare il motore con un tonfo sordo a ogni rilascio e a ogni ripresa. Gli indizi tipici: colpo sordo e isolato, che si sente attraverso la scocca, spesso accompagnato da vibrazioni aumentate al minimo — sintomi di supporti motore andati.

Il controllo richiede pochi minuti: con il freno a mano tirato si passa da marcia avanti a retromarcia guardando il motore; uno scatto di più di qualche centimetro accompagnato da un tonfo tradisce un supporto morto. Il metodo dettagliato è in controllare i supporti motore sotto carico.

Giochi nella trasmissione: dall’albero al giunto omocinetico

Se i supporti sono sani, si scende lungo la trasmissione. Sulle trazioni posteriori e integrali il classico è l’albero di trasmissione: crociere consumate e cuscinetto di supporto danno uno schiocco metallico nell’inversione. Sulle trazioni anteriori battono i giunti omocinetici interni e i collegamenti scanalati. Una voce a parte è il volano bimassa, montato su molti motori moderni: le molle del suo smorzatore si martellano nel tempo e il volano sferraglia al rilascio e al minimo.

Anche lo scarico rientra qui: un gancio rotto o un supporto crepato lasciano dondolare il tubo che va a sbattere contro il fondo scocca nel momento in cui il motore oscilla. È la più economica di tutte le opzioni. Rumori simili dal basso sono nelle pagine sintomo sferragliamento sotto l’auto e colpi in accelerazione: spesso l’inversione si sente in entrambe le direzioni, anche in ripresa. Il quadro completo dei colpi che accompagnano gas e rilascio è in colpi nella trasmissione in accelerazione e rilascio.

Quando a battere è il motore stesso

Più raro ma più serio: la sorgente è dentro il motore. Una catena di distribuzione allungata cambia la tensione dei suoi rami al rilascio e sbatte contro i pattini, di solito con un fruscio metallico che si sente anche al minimo, come descritto in valutare a orecchio la tensione della catena. Anche spinotti e bronzine consumati reagiscono al cambio di carico, ma il loro colpo si sente pure in accelerazione. La regola pratica: i colpi di trasmissione e supporti sono isolati e «esterni», quelli del motore si ripetono e cambiano con i giri.

Localizzarlo in mezz’ora

ProvaCosa fareCosa significa il risultato
Inversione da fermoAvanti–retro con il freno a manoUn tonfo: supporti o trasmissione
Folle in movimentoRilasciare il gas in folleColpo sparito: trasmissione, non motore
Colpo di gas da fermoSu e giù di colpo ad auto fermaUn colpo: supporti o motore stesso
Ispezione scaricoMuovere il tubo a mano a freddoGioco e segni nei punti di contatto
Ascolto al minimoFruscio, ticchettio a motore caldoCatena di distribuzione, poi uno specialista

Questi cinque passaggi bastano di solito per arrivare in officina con un’ipotesi precisa invece che con un «batte qualcosa», il che fa risparmiare tempo di diagnosi e denaro.

Per restringere la lista più in fretta c’è l’app Pro-Stuk: registri il suono nel momento del rilascio, risponda a qualche domanda sulle condizioni e riceva le cause probabili con le percentuali e un livello di urgenza.